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CDA E RESPONSABILITA’ PER REATI TRIBUTARI

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La Cassazione (sent. N.11087/2022) afferma che la responsabilità per reati tributari può essere
estesa, dove non vi siano deleghe, a tutti i membri del Consiglio di amministrazione.


La Suprema Corte ha dichiarato che, in assenza di delega di attribuzioni al comitato esecutivo,
ovvero ad un singolo consigliere, tutti i componenti del CdA rispondono degli illeciti deliberati dal
consiglio anche quando non siano gli autori. Tuttavia, anche in presenza di delega, in capo ai
consiglieri “non operativi” rimane una responsabilità residua derivante dal dovere di informazione
dei componenti del CdA sulla gestione sociale e sulle operazioni significative: i membri del
consiglio sono tenuti a vigilare e, di fronte ad eventuali red flags, a richiedere ulteriori informazioni
e fare quanto possibile per evitare che sia commesso l’atto pregiudizievole.


Pertanto il tema di organizzazione interna dell’azienda, tramite la predisposizione di un sistema di
deleghe, diviene fondamentale per la tutela degli amministratori. Difatti, la Cassazione distingue
l’ipotesi in cui il reato commesso sia materia di specifica delega in capo al singolo amministratore,
o al comitato esecutivo, affermando come in questi casi la responsabilità penale per l’illecito
commesso nasce in capo al singolo soggetto, o gruppo, delegato.

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